giovedì 20 febbraio 2014

KIEV,ALTRI 35 MORTI,SEQUESTRATI 50 POLIZIOTTI.EVACUATI I PALAZZI DEL POTERE,SI SPARA PER STRADA



I manifestanti marciano verso il Palazzo del governo e muoiono sotto i colpi della polizia, 45 atleti ucraini lasciano Sochi 

Manifestanti per le strade di Kiev (Epa) 
Manifestanti per le strade di Kiev 

Nonostante la tregua, a Kiev è di nuovo massacro. Gli scontri avrebbero già causato almeno 35 morti. E sono 500 le persone rimaste ferite, che si aggiungono alle 300 già ricoverate in ospedale. Gli insorti hanno fatto prigionieri una cinquantina di poliziotti e li hanno portati in un edificio occupato. Cecchini sparano dall’alto di monumenti e dal tetto dei palazzi. Il palazzo che ospita la sede del governo ucraino è stato evacuato per motivi di sicurezza. Spari, fumo e esplosioni sono segnalate vicino al palazzo presidenziale. Intanto dalla Russia giunge la notizia che la metà della delegazione degli atleti ucraini, almeno 45, hanno deciso di lasciare i Giochi invernali di Sochi in segno di lutto

 EVACUATO IL PARLAMENTO - Evacuato il Parlamento, che aveva già sospeso le sessioni in programma per oggi e domani. Gruppi di manifestanti sono riusciti a sfondare i cordoni di sicurezza e accedere all’area del centro cittadino dove si trovano gli edifici governativi, mentre in piazza Indipendenza migliaia di manifestanti restano a presidiare l’area e lanciano bombe Molotov e pietre contro la polizia, che risponde con granate stordenti.
 
Le barricate degli oppositori del Governo (Photo Masi)
 
LA BATTAGLIA - Il fumo si alza dalle barricate in fiamme che circondano gli accampamenti di protesta. Secondo un conteggio del Kiev Post, i dimostranti uccisi oggi nelle proteste nella capitale ucraina sono almeno 35. Secondo fonti locali il bilancio è destinato a salire. «Solo questa mattina, i morti a Kiev sono almeno 50» ha detto a Radio Radicale l’ambasciatore italiano in Ucraina Fabrizio Romano. «Questa mattina - ha aggiunto Romano- il ministero degli Esteri a Kiev è stato evacuato». La maggior parte delle persone è caduta sotto i colpi di arma da fuoco mentre cercava di sfondare i posti di blocco che proteggono gli edifici governativi

DIPLOMAZIA AL LAVORO - Mentre la città brucia, c’è stato l’atteso incontro a Kiev tra Ianukovich ed i ministri degli Esteri tedesco, polacco e francese. Prima dei colloqui il ministro degli Esteri francese Laurent Fabius è stato chiaro: «Dirò che bisogna fermare la violenza, che è evidentemente inaccettabile, e che ci prepariamo ad adottare sanzioni contro i responsabili della violenza», ha detto alla radio francese Europe 1.
LE SANZIONI - Fabius ha spiegato su Twitter che le sanzioni riguardano «la revoca dei visti e la sorveglianza, nonché il congelamento dei beni di un certo numero di responsabili» di Kiev. Si dovrà aspettare comunque l’esito del summit del pomeriggio a Bruxelles per sapere il prossimo passo dell’Ue. Con il crescendo delle violenze, quindi, la posizione del presidente diventa di ora in ora più delicata. Anche alla luce della presa di posizione della Nato: «Invito fortemente il governo ucraino ad astenersi da ulteriore violenza. Se i militari interverranno contro l’opposizione, i legami con la Nato saranno seriamente danneggiati», ha detto durante la notte il segretario generale dell’Allenaza Atlantica, Anders Fogh Rasmussen.

Fonte;Corriere.it

 

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