E' stata pubblicizzato come movimento apartitico ma le proteste in atto dal 9 dicembre scorso hanno tra i protagonisti gruppi e militanti di estrema destra. E tra loro spuntano Scienthology e il segretario del mago Otelma
Insomma, temi che dal 9 dicembre si sentono spesso nelle piazze. Dal movimento dei forconi guidati dal siciliano Mariano Ferro, ex Lombardiano dell Mpa, c'è una grossa differenza. E per questo i forconi insieme agli alleati veneti della Life (un gruppo di imprenditori di area Lega nord e vari movimenti autonomisti veneti) hanno preso le distanze dagli altri coordinamenti. Lasciando aperta, però, una domanda: chi strumentalizza la protesta che sta riempiendo le piazze italiane e che oggi finirà a Roma?
Forconi contro rivoluzionari: chi comanda?
La confusione è tanta. Ogni giorno entrano in scena nuovi leader, coordinatori, portavoce. E mentre i Forconi siciliani e veneti hanno delle richieste più o meno concrete e cercano un canale di dialogo con il Palazzo, i vari coordinamenti “9 dicembre” nati come funghi, e che dicono di parlare in nome del popolo sovrano, di mediazione non ne vogliono sentire parlare. Una frattura insanabile. Così in piazza del Popolo alle 15 scenderanno armati di bandiere italiane solo i manifestanti che vedono in Danilo Calvani, ex alleato di Mariano Ferro, il leader maximo.
E in questo sottobosco cresciuto all'ombra dei Forconi si muovono anime diverse, le più impensabili. Con una preponderanza della destra estrema. Che con i Forconi invece ha diversi punti di contatto. Una protesta che non vede nelle piazze lavoratori dipendenti. «Sono per lo più del settore privato, a cui si sono uniti piccoli imprenditori, anche agricoli, e lavoratori autonomi», spiega a “l'Espresso” Roberto Biorcio, docente di sociologia politica all'università di Milano Bicocca. «Un'area sociale che ha sempre votato centro destra, e nelle ultime elezioni alcuni di loro il movimento cinque stelle, insomma che non vota a sinistra».
Non a caso Berlusconi si è mostrato molto interessato a questa protesta. Il movimento che in una parola può definirsi anti austerity attrae. In Europa ne stanno nascendo tanti di movimenti di questo tipo. I movimenti radicali possono trarre vantaggi e consensi. «La questione centrale è chi sarà a gestire questo malcontento diffuso in Europa?». Pone una questione centrale Borcio: in Francia il fronte nazionale di Marine Le Penne cresce a suon di slogan contro la Troika e l'Europa, in Grecia Alba Dorata ha sposato la stessa linea. E in Italia?
Tutti a Destra Forza Nuova, Casa Pound, Movimento sociale europeo, rappresentano il cuore nero del ribellismo caotico che dal 9 dicembre è di scena nelle città italiane. Tra i tanti capipopolo improvvisati ci sono anche i leader romani di Casa Pound. Tra questi c'è Simone Di Stefano condannato lunedì a tre mesi per furto, durante un'azione dimostrativa davanti alla sede della Comunità europea, aveva sostituito la bandiera dell'Unione con il più patriottico tricolore, simbolo della protesta del 9 dicembre. Di Stefano vicepresidente di Casa Pound e candidato alle ultime regionali è tra i leader che hanno parlato in piazzale dei partigiani, a Roma. Centro della protesta e unico presidio ufficiale nella capitale. Con il megafono ha urlato forte la propria indignazione per un governo asservito alle politiche di austerity imposte dall'Europa dei tecnocrati. Ogni slogan è seguito da un lungo applauso. I militanti di Casa Pound, che si definiscono “fascisti del terzo millennio”, cercano consenso in questo popolo di delusi e nel malessere della piccola borghesia in caduta libera.
Fonte;L'Espresso.it
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