FLIRT SU TWITTER,ECCO IL DECALOGO
Si fa chiamare Lebowsky, come il personaggio del film
dei Cohen. Ed è considerato un'autorità del rimorchio virtuale. Ecco le
sue regole per 'colpire' e per non farsi scoprire dal partner. E le
testimonianze di chi ha ceduto alla tentazione di flirtare al ritmo di
140 caratteri
(14 giugno 2013)
Si accende la luce blu: è arrivato un messaggio su Twitter. Leggi,
sorridi e infili lo smartphone in tasca, anzi lo tieni in mano che
potrebbe illuminarsi di nuovo. Ovunque ti trovi, qualsiasi cosa tu
stia facendo, sei sempre connesso in internet: il luogo di incontro
preferito da quando i social network sono diventati accessibili
anche dai dispositivi portatili. E hanno sostituito il bar sotto
casa.
Ed ecco che suona ancora. La risposta adesso ti fa arrossire, il linguaggio ha più sfumature di quante siano le parole che usi. Stai forse flirtando? Magari sei dentro una riunione di lavoro. I colleghi intorno a un tavolo ingabbiati in schemi e comportamenti, mentre tu con uno sconosciuto in rete giochi a svelarti e a scoprire personalità multiple. Sconosciuto poi, ci parlerai da almeno venti o trenta messaggi. Nella giornata di oggi. Ed è ancora mattina.
Il flirt su Twitter si alimenta in dosi da 140 caratteri. Esplode con una valanga di pensieri, parole a ciclo continuo, autoscatti a volte osè, e poi si satura. Due o tre settimane al massimo, nelle quali ci togliamo il sonno per scrivere su quella tastiera cose che a uno spasimante, e probabilmente a uno psicologo, non diremmo mai, nella vita "fuori" da lì.
I timidi si mostrano audaci, gli sposati trasgressivi, i single morigerati e una signora si è pure sposata. Dicono.
Di questo viaggio sul flirt al tempo di Twitter il cicerone è un personaggio che si distingue sul social per ironia e seguito femminile: George W. Lebowsky si ispira al protagonista del film dei fratelli Cohen e ha stilato per l'occasione un prontuario per il rimorchio digitale. Ecco le sue regole, e le testimonianze di chi non ha saputo resistere alla tentazione di 'rimorchiare' virtualmente.
Michael Giova ha 33 anni e si è trasferito nelle Marche dopo aver vissuto all'estero. Nella sua esperienza "può capitare di avere approcci diversi". Infatti "non c'è una regola su chi inizia per primo. Conosci gente interessante, ti segui a vicenda con un 'Follow' che ti permette anche di inviare e ricevere 'Dm' messaggi privati. Il tono di queste conversazioni cambia se c'è attrazione. A volte può diventare piccante e allora mandi o chiedi delle foto per esempio, o link a canzoni o film, magari a scene un po' particolari. Nel mio caso però è più interessante guardarmi mentre faccio la pasta, sono un ottimo cuoco".
"Seguivo da qualche giorno una ragazza, mi faceva ridere, così le ho scritto un tweet. Mi ha risposto in Dm e mi ha chiesto se mi piaceva legare. Nel senso di bondage. Io non sapevo bene cosa fosse e così è iniziato un confronto ironico, sensuale, divertente. E' una cosa che va avanti da più di un mese. Le persone sui social mostrano il meglio e si rischia di non riconoscersi, poi, dal vivo. Ma la curiosità è tanta. Forse ci vedremo, prima o poi".
Ballodasola invece ha 38 anni e vive in Lombardia. Chiede l'anonimato anche se su Twitter non passa certo inosservata. La sua pic, la foto del profilo, è un décolleté. I suoi follower sono numerosi, le conversazioni allusive e intelligenti.
"Mhmm guarda che qui tutti ci provano con tutti, non solo perché mostro le tette! La prima cosa che mi chiedono in Dm è 'sei tu nella pic?' la seconda è 'hai Skype?' I follower un po' bizzarri sono i meno pericolosi. Quelli che ci provano, la maggior parte delle volte, sono profili insospettabili: signori per benino che invece vogliono sapere dove vivo e se faccio incontri. Dopo qualche battuta mi danno il numero, la scusa è sempre la stessa: che qui è complicato e noioso. La verità è che vogliono wozzapparmi (inviare con WhatsApp sul telefono) la foto delle loro parti intime, nella speranza che io contraccambi!"
Ballodasola avrà dato un appuntamento per il tè delle cinque,
forse, al suo innamorato. "Macché... per fare sesso, solo sesso".
Ed è quello che cerca? Smentisce. "A me piace l'ironia, chi si
prende poco sul serio. Qui mi diverto a mostrarmi, ho sempre avuto
un buon rapporto con il mio corpo e mi piace essere guardata. Per
tutto il resto c'è la vita fuori".
Ed ecco che suona ancora. La risposta adesso ti fa arrossire, il linguaggio ha più sfumature di quante siano le parole che usi. Stai forse flirtando? Magari sei dentro una riunione di lavoro. I colleghi intorno a un tavolo ingabbiati in schemi e comportamenti, mentre tu con uno sconosciuto in rete giochi a svelarti e a scoprire personalità multiple. Sconosciuto poi, ci parlerai da almeno venti o trenta messaggi. Nella giornata di oggi. Ed è ancora mattina.
Il flirt su Twitter si alimenta in dosi da 140 caratteri. Esplode con una valanga di pensieri, parole a ciclo continuo, autoscatti a volte osè, e poi si satura. Due o tre settimane al massimo, nelle quali ci togliamo il sonno per scrivere su quella tastiera cose che a uno spasimante, e probabilmente a uno psicologo, non diremmo mai, nella vita "fuori" da lì.
I timidi si mostrano audaci, gli sposati trasgressivi, i single morigerati e una signora si è pure sposata. Dicono.
Di questo viaggio sul flirt al tempo di Twitter il cicerone è un personaggio che si distingue sul social per ironia e seguito femminile: George W. Lebowsky si ispira al protagonista del film dei fratelli Cohen e ha stilato per l'occasione un prontuario per il rimorchio digitale. Ecco le sue regole, e le testimonianze di chi non ha saputo resistere alla tentazione di 'rimorchiare' virtualmente.
Michael Giova ha 33 anni e si è trasferito nelle Marche dopo aver vissuto all'estero. Nella sua esperienza "può capitare di avere approcci diversi". Infatti "non c'è una regola su chi inizia per primo. Conosci gente interessante, ti segui a vicenda con un 'Follow' che ti permette anche di inviare e ricevere 'Dm' messaggi privati. Il tono di queste conversazioni cambia se c'è attrazione. A volte può diventare piccante e allora mandi o chiedi delle foto per esempio, o link a canzoni o film, magari a scene un po' particolari. Nel mio caso però è più interessante guardarmi mentre faccio la pasta, sono un ottimo cuoco".
"Seguivo da qualche giorno una ragazza, mi faceva ridere, così le ho scritto un tweet. Mi ha risposto in Dm e mi ha chiesto se mi piaceva legare. Nel senso di bondage. Io non sapevo bene cosa fosse e così è iniziato un confronto ironico, sensuale, divertente. E' una cosa che va avanti da più di un mese. Le persone sui social mostrano il meglio e si rischia di non riconoscersi, poi, dal vivo. Ma la curiosità è tanta. Forse ci vedremo, prima o poi".
Ballodasola invece ha 38 anni e vive in Lombardia. Chiede l'anonimato anche se su Twitter non passa certo inosservata. La sua pic, la foto del profilo, è un décolleté. I suoi follower sono numerosi, le conversazioni allusive e intelligenti.
"Mhmm guarda che qui tutti ci provano con tutti, non solo perché mostro le tette! La prima cosa che mi chiedono in Dm è 'sei tu nella pic?' la seconda è 'hai Skype?' I follower un po' bizzarri sono i meno pericolosi. Quelli che ci provano, la maggior parte delle volte, sono profili insospettabili: signori per benino che invece vogliono sapere dove vivo e se faccio incontri. Dopo qualche battuta mi danno il numero, la scusa è sempre la stessa: che qui è complicato e noioso. La verità è che vogliono wozzapparmi (inviare con WhatsApp sul telefono) la foto delle loro parti intime, nella speranza che io contraccambi!"
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