domenica 16 giugno 2013


DUEMILA LEGGI IN 100 GIORNI

Lavoro, sanità, giustizia, giochi. Una pioggia di proposte sta inondando le Camere, da tutti i settori della vita politica e della società, dalla giustizia al lavoro, dalla sanità alle carceri, dall'economia ai giochi di azzardo. In testa il Pd, seguono il Pdl e la Lega. Ma solo una su cento va in porto
  1.929 proposte in tutto: 1.134 alla Camera e 795 al Senato, in media circa 25 al giorno. Dopo oltre tre mesi e a quasi cento giorni dall'insediamento del nuovo parlamento, a tanto ammontano le proposte di nuove leggi depositate da deputati a senatori a Montecitorio e palazzo Madama. Proposte che toccano tutti i settori della vita politica e della società, dalla giustizia al lavoro, dalla sanità alle carceri, dall'economia ai giochi di azzardo, che "L'Espresso" ha passato in rassegna in un articolo che compare nel numero in edicola domani e che offrono un'idea di quali sono per la classe politica le priorità del Paese. Il settimanale ha anche stilato alcune classifiche.

Per quanto riguarda i temi più gettonati dai parlamentari nelle loro proposte, in testa alla graduatoria ci sono i temi legati al diritto e alla giustizia (277 progetti di legge). A seguire, il lavoro e la salute e, immancabili, le riforme dell'ordinamento dello Stato. A fare la parte del leone, forte dei suoi 401 parlamentari, è naturalmente il Pd, con 730 proposte. Seguono il Pdl e la Lega, terza in questa graduatoria, ma in testa se si considera la media delle proposte di ciascun parlamentare: quasi otto a testa. Non sorprende perciò se i due primatisti alla Camera e al Senato sono entrambi del Carroccio: Davide Caparini (58 proposte) e Giacomo Stucchi (83).

Per quanto riguarda invece i parlamentari del Movimento 5 Stelle, sono quasi in coda alla classifica e ultimi come media individuale.

Non brillano nemmeno i big dei vari partiti. Da quando non è più premier, Mario Monti per esempio non ha trovato il tempo per firmare una legge. Idem per Silvio Berlusconi e Angelino Alfano. Nel centrodestra annaspano anche i capigruppo Renato Brunetta e Renato Schifani, autori di una proposta-fotocopia per istituire la commissione Antimafia. Brunetta ha solo fatto mezzo passo in più, chiedendo con Mara Carfagna l'aggravante per i reati connessi alle discriminazioni razziali, sessuali o religiose.

Quanto alla sinistra, Pier Luigi Bersani ha presentato la proposta per la modifica del Porcellum e per concedere la cittadinanza ai figli degli immigrati, che doveva essere la prima legge del suo esecutivo. Enrico Letta (due proposte in tutto), prima di essere chiamato a Palazzo Chigi ha invece puntato sui cervelli in fuga, proponendo incentivi per favorirne il rientro. Nichi Vendola prima di dimettersi da deputato ha cavalcato immigrazione, matrimoni e adozioni gay.

Male invece Guglielmo Epifani, la cui attività legislativa risulta nulla, come quella di Pier Ferdinando Casini, mentre Giulio Tremonti ha riproposto la separazione fra banche commerciali e d'affari per fissare, così ha scritto, «un limite allo strapotere del capitalismo finanziario».

Fonte;L'Espresso.it

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