Il ministro e le nuove indiscrezioni da New Delhi sui due fucilieri italiani: «Il nostro impegno più forte che mai»
«Talune anticipazioni che provengono oggi da New Delhi sull’iter giudiziario del caso dei nostri fucilieri di marina mi lasciano interdetta e indignata». Sono le parole pronunciate sabato dal ministro degli Esteri, ministro Emma Bonino. «L’eventuale richiesta di applicazione della Sua Act (la legge antiterrorismo indiana) anche nella parte che non obbliga a chiedere la condanna a morte ’, laddove dovesse essere confermata sarà contestata in aula dalla difesa italiana nella maniera più ferma». Bonino sottolinea ancora che il Governo italiano ritiene «sconcertante» l’eventualità di un’imputazione per terrorismo e «farà valere con forza e determinazione in tutte le sedi possibili l’assoluta e inammissibile incongruenza di tale impostazione anche rispetto alle indicazioni a suo tempo fornite dalla stessa Corte Suprema indiana». «Il nostro impegno di riportare a casa Massimiliano Latorre e Salvatore Girone - ha concluso la titolare della Farnesina - è più forte che mai.»
LE INDISCREZIONI - Il riferimento di Bonino è alle indiscrezioni riportate dalla stampa indiana in base alle quali per salvare i rapporti diplomatici con l’Italia, il governo indiano è pronto a invocare un capo d’imputazione meno grave per i due marò italiani detenuti per la morte di due pescatori in India due anni fa. Le possibilità sono due: o i due marò verranno incriminati in base alla legge antiterrorismo (Sua Act) ma con accuse che escludono la pena di morte, oppure verrà chiesta l’imputazione con un’accusa diversa. Lunedì ci sarà l’udienza in cui verranno esposte le imputazioni. Tuttavia l’ipotesi più forte è che , dice il «Times of India», il governo abbia ordinato alla polizia investigativa della Nia (National Indian Agency) di perseguire Salvatore Girone e Massimiliano Latorre in base a un passaggio del Sua Act (sezione 3 comma `A´) che comporta una pena massima di 10 anni ( l’art.3 comma a-1 dice: «chi illegalmente e intenzionalmente commette un atto di violenza (...) sarà punito con la prigione per un periodo che può giungere fino a dieci anni ed è sottoponibile a multa») . Ipotesi confermata all’Ansa dal ministero degli Interni indiano Kuldeep Dhatwalia.
Fonte;Corriere.it
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