giovedì 13 febbraio 2014

L'OMBRA DI RAFFAELE CUTOLO SUL CASTELLO DEL #BOSSDELLECERIMONIE

Il padrino della Nuova camorra  in carcere parla con la nipote di un investimento milionario. E una pista investigativa ipotizza possa trattarsi del Grand Hotel La Sonrisa, la location del fortunato programma di Real Time sui matrimoni da sogno napoletani












Sul castello del 'Boss delle cerimonie' c'è l'ombra di Raffaele Cutolo
Felicia pretende dal boss la sala reale del Grand Hotel La Sonrisa, perché ha sempre sognato «un matrimonio da principessa». Per Rita e Paolo «una festa non è festa se non ci sono i frutti di mare crudi». Luca, invece, per la sua cerimonia di nozze al “castello” di Sant’Antonio Abate vuole «vedere lo spreco del cibo, perché a Napoli così si usa».

Quando lo scorso 10 gennaio è andata in onda la prima puntata del “Boss delle cerimonie” su RealTime, in tempo reale è montata pure la polemica sui social network. A cominciare da chi si è indignato per quella rappresentazione stereotipata dei “matrimoni della tradizione napoletana”, come recitava lo spot della trasmissione poi cambiato in corsa. La produzione ha replicato sottolineando che nel loro format non c’è nulla di inventato. Un Grande Fratello ai fiori d’arancio.

D’altronde, pure “Reality” di Matteo Garrone, il film vincitore del Grand Prix a Cannes nel 2012, cominciava con un fastoso matrimonio girato non a caso a “La Sonrisa”: una scena grottesca e sfarzosa di abiti scintillanti e divi in elicottero. A RealTime, intanto, si fregano le mani per il boom di ascolti: con il 4,4 per cento di share nell’ultima puntata e quasi il 4 di media, “il boss delle cerimonie” è la trasmissione più vista del canale dopo “Back Off Italia”. Numeri che non bastano a chi, anche attraverso interrogazioni parlamentari, ha ricordato il passato giudiziario imbarazzante del protagonista della trasmissione, il boss dei ricevimenti all’ombra del Vesuvio, Antonio Polese. Tra indagini per commercio di alimenti adulterati e abusi edilizi, fino ai rapporti con la Nuova camorra organizzata di Raffaele Cutolo. Insomma, non proprio un esempio da esportare.

Si è chiuso con un grande successo di pubblico la prima stagione de "Il boss delle cerimonie", il docureality in onda su Real Time che racconta il dietro le quinte dell'organizzazione delle feste nuziali che si svolgono nel Grand Hotel La Sonrisa di Sant’Antonio Abbate (Napoli), gestito da Antonio Polese. La serie, diretta da Raffaele Brunetti e prodotto da B&B per Discovery Italia, ha registrato con l’ultimo episodio della stagione in onda il 3,7% di share mentre con l’episodio (in replica) ha segnato il 4,4% di share con 624.169 spettatori nel minuto medio









Polese, coinvolto nel maxiblitz contro la Nuova camorra organizzata del 1983, fu processato perché ritenuto, insieme ad altri tre soci, implicato nella compravendita del Palazzo del Principe di Ottaviano, il famigerato Castello di Cutolo confiscato nel 1991 dallo Stato, dove don Raffaè teneva i suoi summit. A gestire l’operazione era stata la Immobiliare Il Castello, di cui oggi risulta amministratore unico Adolfo Greco, imprenditore che, dopo il maxiprocesso, fu pure coinvolto nell’affaire Cirillo (l’ex assessore regionale della Dc rapito nel 1981 dalla Brigate Rosse, ndr): aveva accompagnato nel carcere di Ascoli il funzionario del Sisde Giorgio Criscuolo, per le trattative intavolate con il boss per il rilascio del politico campano. Un altro socio era Agostino Abagnale, nipote di Alfonso Rosanova, ritenuto il cassiere e il riciclatore di Cutolo: era il ras di Sant’Antonio Abate, proprio il comune dove sorge “La Sonrisa”.

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