martedì 4 febbraio 2014

ASSALTO PER LIBERARE BOSS, TROVATA L'AUTO CACCIA ALL' UOMO IN TUTTA ITALIA


La Citroen C3 nera era in un parcheggio vicino all’ospedale di Magenta, dove è morto il fratello dell’evaso 

 

 La Citroen C3 nera usata dai malviventi che lunedì pomeriggio a Gallarate (Varese) hanno fatto evadere Domenico Cutrì, 32 anni, è stata ritrovata dai carabinieri in un parcheggio vicino all’ospedale di Magenta. Ospedale dove lunedì pomeriggio è stato portato dalla madre, già morto, il fratello dell’evaso, Antonino, 30 anni. L’auto è risultata rubata. Nel frattempo sono state estese a tutta Italia le ricerche dei componenti del commando. Posti di blocco sono stati disposti in tutta la Regione e, in particolare, in provincia di Novara, dove nel 2006 l’uomo partecipò all’omicidio per cui stava scontando l’ergastolo nel carcere di Cuneo
 L’ASSALTO - Oltre all’evaso, carabinieri e polizia cercano altri due o tre uomini che sono entrati in azione poco prima delle 15 di lunedì. Erano arrivati a bordo di due auto, una delle quali è stata trovata vicino al tribunale. A bordo c’erano anche delle armi. Lunedì sera si era diffusa la notizia che un terzo fratello Cutrì si era costituito in ospedale con una ferita a un piede, ma la circostanza è stata smentita dagli investigatori.
 «GIA’ MORTO» - «L’uomo portato all’ospedale era già morto quando è stato preso in consegna dai nostri sanitari», ha precisato nella tarda serata l’Ospedale di Magenta, presso il cui pronto soccorso è stato portato il fratello del detenuto evaso e ferito durante l’assalto. «Il personale del pronto soccorso - ha aggiunto l’ufficio della comunicazione - non ha potuto fare altro che costatare il decesso».
 LA VITTIMA - Quella dell’evasione è «una notizia che lascia senza parole, siamo scioccati», commenta l’avvocato Alessandro Bonalume, il legale della famiglia di Lukasz Korbzeniecki, il giovane polacco ucciso otto anni fa a Trecate, nel Novarese appunto, perché avrebbe fatto delle avances alla fidanzata di Cutrì. Un delitto maturato in un ambiente omertoso, in cui gli investigatori hanno fatto fatica a capire movente e ruoli dei partecipanti. Oltre a Cutrì, per l’omicidio sono stati condannati Manuel Martelli, ritenuto l’autore materiale dell’omicidio, condannato a 16 anni con il rito abbreviato. Tre anni per favoreggiamento anche a Luca Greco, all’epoca dei fatti titolare di un bar a Trecate: fornì un falso alibi a Cutrì depistando le indagini.

Fonte;Corriere.it

 

 

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