mercoledì 20 novembre 2013

TAV:ROMA VERTICE ITALIA-FRANCIA,SCONTRI A CAMPO DE' FIORI.ASSALTO ALLA SEDE DEL PD


Fumogeni e bombe carta. Cuperlo: «Attacco fascista». Blitz fallito contro il Nazareno e la sede del Cipe. Undici feriti

Gli scontri in via dei Giubbonari (Proto)Gli scontri in via dei Giubbonari 
  - Cariche, lancio di fumogeni, bottiglie e bombe carta . Feriti sette poliziotti, un manifestante e un cameramen. Due contusi nella storica sezione del Pd in via dei Giubbonari. È di nuovo guerriglia urbana nella Capitale, dopo gli scontri del 19 ottobre seguiti dai tafferugli del 31. Gli antagonisti - No Tav, movimenti per la casa , immigrati - hanno tentato di trasformare l’annunciato sit in a Campo de’ Fiori in un corteo non autorizzato, ma sono stati bloccati da polizia e carabinieri. Cercando di sfondare il cordone delle forze dell’ordine, in via dei Giubbonari sono stati fermati a colpi di manganello. È stata esplosa una bomba carta e sono stati lanciati fumogeni e bottiglie. La situazione è stata molto tesa anche per lo spazio ristretto in cui si sono accalcati manifestanti, forze dell’ordine e giornalisti. Dopo qualche ora però l’accordo è stato raggiunto: la Questura ha autorizzato gli antagonisti a sfilare fino al Circo Massimo . A breve dunque i manifestanti percorreranno via dei Giubbonari, via Arenula, via delle Botteghe Oscure, piazza Venezia, via del Teatro Marcello.
No Tav, scontri a Roma
L’ASSALTO ALLA SEZIONE STORICA DEL PD - Durante gli scontri un gruppetto di 7-8 antagonisti ha cercato di entrare nella storica sezione del Pd in via dei Giubbonari. Giulia Urso, presidente del circolo da tre anni, ha raccontato che avevano i fazzoletti dei No Tav al collo e che hanno disegnato le «A» di anarchia sia sul portone, sia sulle targhe, quella nuova del Pd, in plastica, e quella d’epoca del Pci, in marmo. «Non sono tollerabili attacchi di tipo fascista alle sedi di partito», ha sottolineato Gianni Cuperlo, reduce dalla sfida con Matteo Renzi, accorso a visitare la più famosa sezione di Roma.


L’ACCORDO - Dopo qualche ora di tensione l’accordo è stato raggiunto: la Questura ha autorizzato gli antagonisti a sfilare fino al Circo Massimo . Da via dei Giubbonari, i manifestanti hanno percorso via Arenula, via delle Botteghe Oscure, via dell’Aracoeli, via del Teatro Marcello. In via dell’Aracoeli, sotto al Campidoglio, sono stati lanciati un fumogeno e una bottiglia di plastica contro i carabinieri e un «saluto» al sindaco di Roma: «Marino pezzo di m...». La manifestazione si è chiusa al Circo Massimo con lo scioglimento spontaneo del corteo preceduto da un breve discorso di Luca Faggiano, del Coordinamento cittadino lotta per la casa: «L’assedio continua. Siamo noi quelli che cambieranno questo Paese e non soltanto questo». Prossimo appuntamento domani con l’assemblea sulla questione migranti in piazza Indipendenza alle 17.30 . I movimenti per la casa torneranno in piazza il 29 novembre davanti alla sede della Regione Lazio, mentre sono ancora da definire le prossime mosse insieme ai No Tav.
Tra i manifestanti anche le maschere di Anonymous (Proto)Tra i manifestanti anche le maschere di Anonymous (Proto)I PRIMI SCONTRI - I primi scontri erano avvenuti mentre il vertice Italia-Francia stava per iniziare a villa Madama. Poco dopo le 16 circa 80 antagonisti si sono diretti verso la sede nazionale del Pd in via Sant’Andrea delle Fratte 16, con i volti incappucciati e lanciando petardi. L’obiettivo del gruppo era protestare contro il voto di fiducia al ministro Annamaria Cancellieri. La polizia è intervenuta con cariche di alleggerimento, durante le quali ci sono stati anche contatti fisici tra agenti e manifestanti. A questo punto gli antagonisti si sono spostati in via delle Mercede, puntando alla sede del Cipe. Anche qui le forze dell’ordine hanno reagito e i manifestanti si sono allontanati.
NoTav, assalto alla storica sede Pc
IL SIT-IN - Dopo i tentati assalti alle sedi del Pd e del Cipe, gli antagonisti hanno raggiunto piazza Campo de’ Fiori, dove era già cominciato l’annunciato sit-in dei No Tav. A i manifestanti contro l’Alta velocità si sono uniti anche circa 300 aderenti ai movimenti per la casa (fra gli striscioni: «Un chilometro di Tav, mille case popolari») e immigrati. In tutto, attorno alla statua di Giordano Bruno, si sono radunati un migliaio di manifestanti, alcuni con le maschere di Anonymous. I tafferugli più violenti sono iniziati quando le varie «anime» della protesta hanno tentato di formare un corteo (non autorizzato) spostandosi verso via dei Giubbonari.
 NEGOZI CHIUSI - Paura tra inegozianti di Campo de’ Fiori che già in mattinata hanno chiuso la maggior parte dei loro esercizi: . Il tradizionale mercato ortofrutticolo all’aperto nella piazza si è ridotto a otto banchi su 48. Pochissimi dunque hanno deciso di lavorare comunque nonostante il timore che antagonisti e giovani dei movimenti per la casa potessero concentrarsi nella zona fin dalle prime ore della giornata

Fonte;Corriere.it
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