Fumogeni e bombe carta. Cuperlo: «Attacco fascista». Blitz fallito contro il Nazareno e la sede del Cipe. Undici feriti
Gli scontri in via dei Giubbonari
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Cariche, lancio di fumogeni, bottiglie e bombe carta . Feriti sette
poliziotti, un manifestante e un cameramen. Due contusi nella storica
sezione del Pd in via dei Giubbonari. È di nuovo guerriglia urbana
nella Capitale, dopo
gli scontri del 19 ottobre seguiti
dai tafferugli del 31.
Gli antagonisti - No Tav, movimenti per la casa , immigrati - hanno
tentato di trasformare l’annunciato sit in a Campo de’ Fiori in un
corteo non autorizzato, ma sono stati bloccati da polizia e carabinieri.
Cercando di sfondare il cordone delle forze dell’ordine, in via dei
Giubbonari sono stati fermati a colpi di manganello. È stata esplosa
una bomba carta e sono stati lanciati fumogeni e bottiglie. La
situazione è stata molto tesa anche per lo spazio ristretto in cui si
sono accalcati manifestanti, forze dell’ordine e giornalisti. Dopo
qualche ora però l’accordo è stato raggiunto: la Questura ha autorizzato
gli antagonisti a sfilare fino al Circo Massimo . A breve dunque i
manifestanti percorreranno via dei Giubbonari, via Arenula, via delle
Botteghe Oscure, piazza Venezia, via del Teatro Marcello.
No Tav, scontri a Roma
L’ASSALTO ALLA SEZIONE STORICA DEL PD -
Durante gli scontri un gruppetto di 7-8 antagonisti ha cercato di
entrare nella storica sezione del Pd in via dei Giubbonari. Giulia
Urso, presidente del circolo da tre anni, ha raccontato che avevano i
fazzoletti dei No Tav al collo e che hanno disegnato le «A» di anarchia
sia sul portone, sia sulle targhe, quella nuova del Pd, in plastica,
e quella d’epoca del Pci, in marmo. «Non sono tollerabili attacchi
di tipo fascista alle sedi di partito», ha sottolineato Gianni Cuperlo,
reduce dalla sfida con Matteo Renzi, accorso a visitare la più famosa
sezione di Roma.
L’ACCORDO -
Dopo qualche ora di tensione l’accordo è stato raggiunto: la Questura
ha autorizzato gli antagonisti a sfilare fino al Circo Massimo . Da
via dei Giubbonari, i manifestanti hanno percorso via Arenula, via delle
Botteghe Oscure, via dell’Aracoeli, via del Teatro Marcello. In via
dell’Aracoeli, sotto al Campidoglio, sono stati lanciati un fumogeno e
una bottiglia di plastica contro i carabinieri e un «saluto» al sindaco
di Roma: «Marino pezzo di m...». La manifestazione si è chiusa al
Circo Massimo con lo scioglimento spontaneo del corteo preceduto da un
breve discorso di Luca Faggiano, del Coordinamento cittadino lotta per
la casa: «L’assedio continua. Siamo noi quelli che cambieranno questo
Paese e non soltanto questo». Prossimo appuntamento domani con
l’assemblea sulla questione migranti in piazza Indipendenza alle 17.30 .
I movimenti per la casa torneranno in piazza il 29 novembre davanti
alla sede della Regione Lazio, mentre sono ancora da definire le
prossime mosse insieme ai No Tav.
Tra i manifestanti anche le maschere di Anonymous (Proto)I PRIMI SCONTRI - I
primi scontri erano avvenuti mentre il vertice Italia-Francia stava
per iniziare a villa Madama. Poco dopo le 16 circa 80 antagonisti
si sono diretti verso la sede nazionale del Pd in via Sant’Andrea
delle Fratte 16, con i volti incappucciati e lanciando petardi.
L’obiettivo del gruppo era protestare contro il voto di fiducia al
ministro Annamaria Cancellieri. La polizia è intervenuta con cariche di
alleggerimento, durante le quali ci sono stati anche contatti fisici
tra agenti e manifestanti. A questo punto gli antagonisti si sono
spostati in via delle Mercede, puntando alla sede del Cipe. Anche
qui le forze dell’ordine hanno reagito e i manifestanti si sono
allontanati.
NoTav, assalto alla storica sede Pc
IL SIT-IN -
Dopo i tentati assalti alle sedi del Pd e del Cipe, gli antagonisti
hanno raggiunto piazza Campo de’ Fiori, dove era già cominciato
l’annunciato sit-in dei No Tav. A i manifestanti contro l’Alta
velocità si sono uniti anche circa 300 aderenti ai movimenti per la
casa (fra gli striscioni: «Un chilometro di Tav, mille case popolari») e
immigrati. In tutto, attorno alla statua di Giordano Bruno, si sono
radunati un migliaio di manifestanti, alcuni con le maschere di
Anonymous. I tafferugli più violenti sono iniziati quando le varie
«anime» della protesta hanno tentato di formare un corteo (non
autorizzato) spostandosi verso via dei Giubbonari.
NEGOZI CHIUSI - Paura tra i
negozianti di Campo de’ Fiori che già in mattinata hanno chiuso la maggior parte dei loro esercizi:
. Il tradizionale mercato ortofrutticolo all’aperto nella piazza si è
ridotto a otto banchi su 48. Pochissimi dunque hanno deciso di
lavorare comunque nonostante il timore che antagonisti e giovani dei
movimenti per la casa potessero concentrarsi nella zona fin dalle prime
ore della giornata
Fonte;Corriere.it
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