tre in manette per un'inchiesta della Procura di Roma.
IOR,ARRESTATI UN ALTO PRELATO,UN BROKER E UN FUNZIONARIO DEI SERVIZI SEGRETI
Clamoroso provvedimento. Mercoledì il Papa aveva istituito la commissione per far luce sulle attività della «banca di Dio»
INDAGINI DELLA FINANZA- Gli arresti, dopo le indagini svolte dal nucleo valutario della Gdf, sono stati chiesti dalla Procura e confermati dal gip della Capitale, Barbara Callari. Il provvedimento cautelare ha colpito: monsignor Nunzio Scarano, 61 anni, fino a un mese prima dell'arresto capo contabile all'Apsa (Amministrazione del patrimonio della Sede Apostolica) e da due settimane già indagato dalla Procura di Salerno per il crack del Pastificio Amato ; un ex funzionario del Servizio segreto interno, Giovanni Maria Zito, sottufficiale dei carabinieri, espulso dall'Aisi tre mesi fa; il broker finanziario Giovanni Carenzio, un italiano che lavora soprattutto all'estero.
«IL VATICANO SEGUE IL PROBLEMA» - Il direttore della Sala Stampa della santa sede, padre Federico Lombardi, ha precisato che «la competente autorità vaticana, l'Aif (l'autorità di riforma finanziaria presieduta dallo svizzero Renè Bruelhart, esperto di antiriciclaggio, ndr), segue il problema per prendere, se necessario, le misure appropriate di sua competenza». E ribadisce che «monsignor Scarano era stato sospeso dal servizio presso l'Apsa da oltre un mese, appena i Superiori erano stati informati che era indagato». Questo «in applicazione del Regolamento della Curia Romana, che impone la sospensione di persone per cui sia stata iniziata un'azione penale».
VERIFICA SULLE RISORSE DEL PRELATO - La procura di Roma, nel frattempo, ha avviato una serie di accertamenti per fare chiarezza sull'origine delle ingenti disponibilità finanziarie e immobiliari del monsignore. Dagli accertamenti è emerso che l'alto prelato è titolare di due conti correnti presso lo Ior. Uno è personale l'altro, denominato «fondo anziani», raccoglie le donazioni. A determinare gli accertamenti patrimoniali su Scarano è stata anche la «disinvoltura» con la quale movimenterebbe ingenti somme di danaro. In un caso l'alto prelato ha prelevato 560 mila euro in contanti e dopo averli portati a Salerno li ha distribuiti tra una quarantina di fiduciari. Dagli stessi fiduciari Scarano si è fatto consegnare assegni di pari importo e li ha riversati in banca sotto forma di donazioni. Un espediente poco chiaro sul quale gli inquirenti vogliono fare luce.
VOCAZIONE IN ETA' ADULTA - Prima di prendere i voti, nel marzo del 1987, in età già avanzata, monsignor Scarano - che in Vaticano era chiamato «don 500» per il suo vezzo di mostrare spesso il portafogli nel quale aveva solo banconote da 500 euro - è stato impiegato fino all'83 dell'ex Banca d'America e d'Italia. Originario di Salerno, il prelato è incardinato nell'Arcidiocesi di Salerno-Campagna-Acerno, ma da tempo vive a Roma, nella Domus Internationalis Paulus VI, in via della Scrofa. A Salerno, monsignor Scarano è sotto inchiesta per il riciclaggio di 560mila euro e mercoledì 27 il Vaticano lo aveva sospeso dal suo incarico di responsabile del servizio di contabilità analitica presso l'Amministrazione del patrimonio della Sede Apostolica.
INFORMAZIONI RISERVATE - La Commissione raccoglierà informazioni anche riservate sull'andamento dell'Istituto (nessuno, secondo il documento autografo di Francesco, potrà sottrarsi e non rispondere ai cardinali) e presenterà i risultati al Papa, il quale già a fine aprile aveva dichiarato: «Lo Ior è necessario fino a un certo punto». L'intenzione di Jorge Mario Bergoglio di metter mano alla riorganizzazione della banca era nota da tempo, come aveva anticipato il Corriere della Sera, tra le ipotesi c'era anche quella del commissariamento. Nel suo discorso ai dipendenti dello Ior a fine aprile, il santo padre aveva sottolineato che «la Chiesa non è un'organizzazione burocratica» e che «quando la Chiesa vuol vantarsi della sua quantità e fa delle organizzazioni, e fa uffici, diventa un po' burocratica... la Chiesa perde la sua principale sostanza».
Fonte;Corriere.it
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