giovedì 30 maggio 2013

 ROMA NELLA MORSA DELLA CRIMINALITA',MA IN CAMPAGNA ELETTORALE SICUREZZA ASSENTE


 Camorra napoletana e ’ndrangheta calabrese, mafia russa e cinese, albanesi e rumeni, traffici di droga con il sudamerica ed eredi della Banda della Magliana. Roma caput mundi anche nella criminalità organizzata, che allunga le mani e preme il grilletto. Una città che estende la propria attrattiva ben oltre i confini urbani, al punto che diventano “romani” anche gli insediamenti malavitosi ed i regolamenti di conti che avvengono sul Litorale oppure nel Basso Lazio.
I tre omicidi che hanno insanguinato le ultime ore, hanno riportato le lancette del tempo al 2011: quando assalti a banche e gioiellerie del centro si incrociavano con decine di agguati tra la gente e spietati killer in azione nelle periferie. L’affare droga, ad esempio, ha già portato quartieri come Tor Bella Monaca a diventare come Scampia: vedette e ”pali” nelle strade, donne che spacciano in casa, telecamere puntate sulle forze dell’ordine. Chi sgarra, paga anche con la vita. Smantellare un sistema simile significa avere un forte volontà politica e stringere d’assedio le piazze dello spaccio. Le mafie sono giunte ad impadronirsi di locali storici di Roma come il ristorante George di via Sardegna, il Café de Paris in via Veneto, il bar California di via Bissolati, il caffè Chigi, lo stabile del teatro Ghione. Tutto documentato in attività investigative in corso. Ristoranti, bar e caffè vengono infatti acquisiti da società di nuova costituzione, spesso con capitali sociali esigui. Somme ingenti invece confluiscono nell’edilizia, nelle società finanziarie e immobiliari, in negozi d’abbigliamento e concessionarie di auto. Ironia della sorte, il racket ora si diffonde sotto forma di offerta di vigilanza privata. E il proliferare delle sale per il gioco d’azzardo non è casuale. In genere, però, la malavita che ha scelto Roma tende a mimetizzarsi il più possibile. Quando si spara e si uccide - com’è avvenuto martedì - si lanciano segnali o vengono fuori atteggiamenti egemoni.
La gente ha paura e chiede un maggiore presidio. Ma anche appalti più trasparenti e controlli finanziari efficaci. Temi su cui le istituzioni non si muovono. Anche per questo le elezioni per il nuovo sindaco ha portato alle urne solo un romano su due.

Fonte;Leggo.it

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