CONDANNATO ALL'IMPICCAGIONE,GRAZIATO SUL PATIBOLO ALL'ULTIMO SECONDO
L'uomo accusato di omicidio stava già soffocando. A fermare il boia un parente della vittima
L'ESECUZIONE FERMATA - Il cappio gli stringeva il collo, non respirava quasi più. Poi, d'un tratto dal pubblico si leva un voce: «Fermatevi!». Come riporta venerdì il quotidiano turco Hürryet, che riprende una notizia dell'agenzia di stampa iraniana Mehr, il condannato a morte è stato graziato all'ultimo momento da un membro della famiglia della vittima. La pena capitale può infatti essere fermata, secondo la sharia, solo se è un membro della famiglia della vittima a chiederlo. Vahid Zare si è salvato, portato successivamente in ospedale, non senza il disappunto delle gente in piazza. L'Iran ha raggiunto un triste primato nelle esecuzioni: Amnesty International denuncia che almeno 630 persone sono state condannate alla pena capitale nel 2012. Tuttavia, secondo il rapporto dell'organizzazione per i diritti umani Iran human rights il numero potrebbe essere molto più alto.
Fonte: Panorama.it
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