CARMINE SCHIAVONE A SKY TG24 "PENTITO DI ESSERMI PENTITO"
"Le istituzioni ci hanno abbandonato", sostiene l'ex boss del clan dei
Casalesi e collaboratore di giustizia. E poi: le terre del Sud sono
state avvelenate
"Se potessi tornare indietro non mi pentirei. Sono pentito di essermi
pentito e non lo farei più perché le istituzioni ci hanno abbandonato.
Quando non sono riusciti ad ammazzarmi materialmente, hanno cercato di
distruggermi economicamente, moralmente”. Queste le parole di Carmine
Schiavone, ex boss di camorra del clan dei Casalesi, intervistato in
esclusiva da SkyTG24. Collaboratore di giustizia per 20 anni, dal
1993, a luglio ha terminato il suo programma di protezione. Ha ordinato
l'esecuzione di centinaia di omicidi e con le sue rivelazioni ha
permesso le condanne definitive all'ergastolo per i boss e gregari del clan imputati nel processo Spartacus e ha fornito importanti informazioni anche sul vero business dei Casalesi: quello dello smaltimento dei rifiuti tossici.
"Mi sono pentito veramente" -
"Ero uno dei capi della cupola, ma mi sono pentito davvero perché
altrimenti quelle carte lì non le avrei mai scritte. Il mio guaio -
aggiunge Schiavone - è stato proprio quello di essermi pentito veramente
perché in Italia non c’era una giustizia, una legge, un politico che
sappia capire questo. Chi me lo ha fatto fare di vivere in questo mondo
di cani rognosi perché è vero che noi abbiamo sparato, ma i ministri, i
carabinieri, i magistrati, i poliziotti sono più responsabili di me
perché hanno permesso questo. Io ho sbagliato nella mia vita e ho
cercato di rimediare quando la mia coscienza si è ribellata a certi
soprusi commessi da altri. Tutti quanti hanno fatto facile carriera
sulla mia pelle”. "La mafia non sarà mai distrutta" -
Schiavone, nel corso dell’intervista a SkyTG24, parla anche dei rifiuti
tossici interratti dal lungo mare di Baia Domizia fino a Pozzuoli. E
aggiunge: "La mafia non sarà mai distrutta perché ci sono troppo
interessi, sia a livello economico sia a livello elettorale.
L’organizzazione mafiosa non morirà mai".
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